Varese-Sorrento 2-1
Il carattere prima di tutto. Quello della squadra, capace di mettere insieme sette vittorie casalinghe consecutive, sbaragliando ogni pronostico. Ma anche quello di Stefano Del Sante, il cannoniere della promozione nella passata stagione, ancora all’asciutto nella categoria superiore. Almeno fino a metà ripresa della gara giocata contro il Sorrento. Si è presentato sul dischetto senza esitazione per trasformare il rigore procurato da Tripoli. Così si è sbloccato il giocatore più atteso dalla tifoseria biancorossa, il cecchino non più implacabile che ancora faticava ad adattarsi alla nuova categoria. Del Sante non si è mai abbattuto, ha saputo trasformare in furore agonistico la rabbia di una prima parte di stagione incolore. Dopo essere risultato uno dei migliori in campo, contro il Sorrento ha trovato il primo gol in campionato. Poco importa se in precedenza aveva sbagliato due occasioni grandi come una casa e sfiorato una marcatura impossibile. Il carattere, si diceva, di un gruppo compatto e solido. Lo dimostra il fatto che il primo rigorista è Buzzegoli (aveva già ribadito in rete un penalty respinto dal portiere campano a pochi secondi dal riposo) ed il secondo è Ebagua: tutti e due si sono fatti da parte per consentire al cecchino di scuola fiorentina la realizzazione. “Un grazie sincero e sentito ai miei compagni, ad Ebagua in particolare che mi ha permesso di calciare il rigore – ha detto felice Del Sante – ora mi sono sbloccato e cerco continuità. E’ vero, contro il Sorrento ho giocato una buona gara, tutto arriva dal lavoro che svolgiamo durante la settimana. Ora stiamo con i piedi per terra, continuiamo così”. Il Varese deve proseguire con lo spirito con cui ha raggiunto il terzo posto. Una posizione di classifica che non cambia la considerazione del gruppo. “Siamo gli ultimi degli ultimi”: lo slogan con cui mister Sannino, anzi il “Signor Nessuno”, ha inaugurato la Prima Divisione è diventato il filo conduttore del campionato. Così, alla vigilia della trasferta di Viareggio, tutti sembrano fare poco caso alla terza posizione. Le considerazioni di Stefano Bettinelli, che sostituirà lo squalificato Sannino anche in Toscana, lasciano bene intendere su come i biancorossi affronteranno i prossimi impegni: “Dobbiamo essere più bravi e lucidi nel chiudere le partite quando ne abbiamo la possibilità. Davanti la porta avversaria non ci dovrà mancare più la cattiveria, altrimenti rischieremmo di vedere vanificato il frutto di tanti sacrifici. Le battute finali di una partita spesso risultano quelle decisive e fino a quando l’arbitro non fischia la fine non dovremo mai abbassare la guardia”. A Viareggio i biancorossi incontreranno un avversario arrabbiato per la sconfitta di Busto Arsizio. Il tecnico toscano Leo Rossi ha avuto la possibilità di vincere ed al contrario è tornato a casa con le tasche vuote. Lo schieramento che aveva pareggiato con Alessandria e Novara sembrava premiare le “zebre”, mai incisive nelle giocate offensive. Contro il Varese il Viareggio cercherà di raccogliere meno consensi è più punti. I bianconeri hanno puntato sui giovani e l’inesperienza è costata cara in queste ultime settimane. Svolgono una grande mole di lavoro che non riescono a tradurre in gol. Sannino preparerà il match dando particolare importanza al centrocampo. Il Varese non dovrà dare all’avversario il tempo di pensare e cercherà di superare il portiere Ravaglia sin dal principio.
Varese-Sorrento 2-1: Sannino contro Sannino
Sannino a caccia di record: quella contro il Sorrento è stata la settima vittoria casalinga consecutiva del Varese. Lo scorso anno il tecnico di Ottaviano debuttò per la seconda volta sulla panchina biancorossa pareggiando 1-1 contro l’Alessandria. Nella gara successiva giocata ai piedi del Sacro Monte il Varese inaugura la migliore serie interna di sempre nel calcio professionistico: otto vittorie di fila. Mezzocorona, Alghero, Sambonifacese, Pro Vercelli, Sud Tirol, Itala San Marco, Canavese e Como sono battute da Lepore e compagni. Nel migliore campionato della sua storia (sesto posto in serie A) il Varese vinse le prime quattro partite casalinghe consecutive della stagione 1967-68. A Masnago caddero nell’ordine Sampdoria, Vicenza, Inter e Roma, 6 reti all’attivo e nessuna al passivo. Nella stagione 1976-77 il Varese collezionò cinque vittorie di fila in serie B (ottavo posto) battendo fra la giornata numero 29 e la numero 37 Lecce, Catania, Monza, Ternana e Brescia. Nel 1997-98 il Varese di Roselli fu promosso in C1 e riuscì a portare a sei il numero di vittorie interne consecutive. Per la cronaca: il record assoluto del “Franco Ossola” è di nove successi filati, stabilito in serie D nel 1993-94 e nel 1999-2000.

Varese-Alessandria 1-0
Questa è una squadra che ha carattere, grinta e soprattutto cuore. Questo è un gruppo di ragazzi che ha un’anima e che deve essere sostenuto, amato, seguito. Il Varese di Sannino dopo avere vinto a sorpresa e con merito il passato campionato di Seconda Divisione si trova ad occupare i quartieri alti in una categoria superiore. Al termine di una gara combattuta e ostica, contro l’Alessandria ancora avvelenata dal soprpasso effettuato dai biancorossi l’anno passato, arriva il gol di Pisano. A tempo scaduto, quando gli altri avevano già la testa negli spogliatoi e pensavano di averla spuntata. Una gara brutta, a tratti cattiva, con due piemontesi espulsi perché in difficoltà a bloccare con metodi ortodossi lo scatenato e febbricitante Ebagua. Contro un avversario che pensava solo a perdere tempo arriva ben oltre il novantesimo l’angolo di Zecchin, per la testa di Pisano. Il giovanissimo portiere Lorenzon prende la palla quando questa ha già superato la linea di porta ed il Varese continua a viaggiare a punteggio pieno sul proprio terreno. Sannino ha dovuto rivoluzionare la difesa, la febbre ha fermato Bernardini e Camisa (rimpiazzati da Gentili e Dos Santos), mentre il suo collega Foschi a fine partita dice: “Abbiamo perso per colpa dell’arbitro. Da quando sono seduto su una panchina non ho mai voluto giudicare il comportamento delle giacchette nere. Oggi, però, ho visto cose che non hanno nulla a che vedere con il calcio. Anche in due in meno abbiamo onorato la nostra partita. In 11 contro 11 abbiamo subìto un tiro in porta, in 9 neppure quello! Eppure siamo qui a commentare una sconfitta. Che brucia, perché immeritata!”. Si tratta di dichiarazioni estratte dal sito internet ufficiale dell’Alessandria, lo stesso sito dove è riportata la sintesi della partie e dove sono ricordate 13 azioni, tutte del Varese (che contraddizione!). Intanto Sannino è stato ancora espulso e dovrà seguire dalle gradinate il secondo impegno consecutivo al “Franco Ossola”, contro il Sorrento: “Non ho detto nulla all’arbitro o agli avversari, ho solo sconfinato di qualche centimetri dall’area tecnica. La vittoria è strameritata ed avrei voluto ottenerla in condizioni normali, non in doppia superiorità numerica. Sono contento per la crescita del numero di spettatori che ci seguono e soprattutto per il calore che dimostrano nei nostri confronti. I ragazzi avvertono questo affetto e potremmo anche fare a meno della maglia, perché i colori biancorossi li abbiamo sulla pelle e i nostri tifosi questo lo avvertono”.
Pro Patria-Varese 1-1
A Sannino interessano solo gli undici che scendono in campo, il tecnico biancorosso non pensa agli indisponibili e pretende il massimo da chiunque indossi la maglia del Varese. Contro la Pro Patria nonostante le contemporanee assenze di Corti, Gambadori e Buzzegoli sono proprio gli ospiti a fare la partita. Si giocava allo “Speroni” e sembrava di stare ai piedi del Sacro Monte. I tifosi hanno sostenuto Carrozza e compagni sin dal primo minuto riempiendo lo spicchio di stadio loro riservato; i tigrotti non sono riusciti ad organizzare manovre degne di tale nome e con il passare dei minuti il Varese ha cominciato a guadagnare metri e possesso di palla. Alcune rasoiate di Zecchin, Carrozza ed Ebagua sono state il preludio al gol, ancora di Tripoli, spietato e cinico davanti al portiere avversario: fa fuori Masiero e supera Caglioni. Nella ripresa Ebagua colpisce il palo e vanno a vuoto i tentativi dei biancorossi di raddoppiare. Inevitabile a cinque minuti dalla fine arriva la beffa, su calcio di rigore concesso per un ingenuo fallo di mano in area di Dos Santos. Ripa batte dal dischetto, Moreau intuisce ma non ci arriva.
VARESE-FIGLINE 1-0
Un gol al …Momentè giusto. Di sicuro non è stata una grande prestazione per il giocatore di scuola interista, ma la rete segnata a quattro minuti dal termine e dopo appena 360 secondi dal suo ingresso in campo consegnano a Sannino un ragazzo rigenerato. Qualche segnale di ripresa (timido) si era già visto a Novara, con un colpo di testa indirizzato sotto la traversa e alzato in maniera miracolosa dal portiere piemontese. Importante il sigillo realizzato con il Figline Valdarno, almeno per fare capire ad Ebagua che non è più solo lì in attacco. I toscani di Torricelli hanno comunque dimostrato di attraversare un buon momento, di essere in ripresa, hanno impegnato Moreau pronto a respingere le conclusioni di Chiesa (alla cinquecentesima partita fra i professionisti) e compagni. Determinanti sono risultate soprattutto le intuizioni del tecnico Sannino, cambiando i giocatori giusti al momento opportuno ha dato un volto nuovo alla gara. Osuji subentrato a Buzzegoli si è inserito con disinvoltura nelle maglie del Figline, Momentè ha saputo sfruttare di testa il cross di Carrozza “spizzicato” da Pisano ed ha messo a segno il suo secondo gol stagionale. “Siamo stati brutti e cattivi ed è la prima volta che riusciamo a vincere una partita in questa maniera – ha commentato soddisfatto il tecnico del Varese – sapevamo che sarebbe stata dura. Abbiamo vissuto la sofferenza, tutti insieme, in campo, in panchina, sugli spalti. Abbiamo rischiato molto ma siamo riusciti a prenderci questi tre punti. Li volevamo a tutti i costi. E’ la nostra mentalità e nel nostro dna comincia ad emergere la voglia di andare avanti per ottenere sempre il massimo”. Il calendario prevede ora una gara affascinante, un derby che torna dopo sei anni e che l’ultima volta aveva proprio Sannino sulla panchina del Varese. Novembre 2003, l’ultima del Varese Football Club in C1. Un colpo di tacco di Mussi a tempo scaduto regalò l’unica gioia di quella annata ai biancorossi. Oggi le cose sono diverse. Il Varese si presenta allo “Speroni” con una marcia irresistibile sul proprio terreno (dove viaggia a punteggio pieno) e ancora incerta lontano da Masnago. “A Busto scenderà in campo chi avrà le motivazioni giuste – prosegue Sannino – solo con questo spirito possiamo pensare di ottenere punti. Qui nessuno dice “io”, tutti in coro i ragazzi dicono “noi”: lo spirito di gruppo è la cosa più importante. Fondamentale è il sostegno di chi resta fuori e accetta la panchina, il primo a correre per abbracciare il compagno che fa gol”.
Novara-Varese 1-1: rispetto per i biancorossi!
Rispetto, con una sola parola potremmo riassumere la situazione del Varese all’indomani della trasferta di Novara e alla vigilia della gara con il Figline. Rispetto, quello che è mancato in sala-stampa subito dopo la partita giocata in Piemonte, quando mister Sannino ha chiesto un po’ di silenzio prima di rispondere alle domande dei giornalisti. Il brusio è proseguito e l’allenatore si è allontanato proseguendo la chiacchierata solo con gli inviati varesini. “Sta dicendo il Vangelo…” ha commentato qualcuno in fondo alla sala, spingendo così il buon Beppe ad andarsene. Rispetto, quello che hanno dimostrato i biancorossi in casa della capolista, non timore. Forse è stato proprio l’atteggiamento di Ebagua e compagni a rendere ancora più caldo il pomeriggio piemontese (cominciato con scontri fra gli stessi supporters novaresi). Ma questo Varese ogni domenica scende in campo per giocare la propria partita e non per lasciare l’iniziativa all’avversario. Rispetto, quello che merita Ebagua, accolto con i “buu” di quelli che una volta erano suoi tifosi e che tremavano ad ogni affondo del nigeriano nell’area di Fontana.

Rispetto, per un gruppo di giovanotti orgogliosi nell’indossare la maglia biancorossa anche quando si trovano di fronte gente con il nome famoso e che dichiara da mesi di puntare alla serie B. Rispetto, che in questo caso è sinonimo di orgoglio, per i tifosi del Varese (ed erano davvero tanti, considerato il fatto che la squadra di basket ha giocato a mezzogiorno il derby con Milano), ripagati dal gol del pareggio di Tripoli. “Nessuno può permettersi di dire che il Varese non ha cercato di giocarsi la partita – ha commentato mister Sannino, che contro il Figline sarà ancora una volta costretto a seguire la gara dalle gradinate – abbiamo sofferto solo nel finale, ma nel primo tempo abbiamo costruito diverse occasioni, tenendo lontani dall’aresa di Moreau i tiratori del Novara. Abbiamo dimostrato anche noi di essere una grande squadra. Abbiamo incassato il gol proprio quando stavamo crescendo estavamo diventando padroni del campo. Il Varese ha dimostrato di avere un’anima, di sapere leggere la gara, di potere migliorare. Ora per noi cominciano le difficoltà, sono disposto a metterlo per iscritto, le insidie di questo campionato si presenteranno a partire da domenica prossima”. Il calendario porta a Masnago il Figline Valdarno, squadra già affrontata in estate dai biancorossi, nella Super Coppa di Lega fra le formazione che hanno vinto il campionato di Quarta Serie. Allora finì 2-2, un pareggio che bastò ai toscani per aggiudicarsi il trofeo. In panchina ora siede Moreno Torricelli, ex terzino di Juventus e Fiorentina. In attacco c’è l’inossidabile Enrico Chiesa, 39 anni, con il Parma ha vinto una Coppa UEFA e una Coppa Italia (con 16 gol è il miglior marcatore della squadra gialloblù nelle Coppe europee), in Nazionale ha giocato gli Europei del 1996 e il Mondiale del 1998, con un record particolare, quello dei gol segnati in azzurro partendo dalla panchina (5). Il Figline arriva a Varese dopo il successo ottenuto sulla Pro Patria, al termine di un match giocato ad alto livello, deciso da un’invenzione di Frediani a pochi secondi dalla fine. I biancorossi dovranno fare attenzione al gran possesso di palla del Figline, squadra che contro i tigrotti ha dimostrato di sapere essere sorniona e soprattutto di aspettare il momento giusto per colpire.

Varese-Paganese 5-2
Un Varese divertente, spumeggiante, grintoso, convincente. Quanti aggettivi potremmo sprecare per la squadra di Sannino che ha liquidato senza grossi problemi e con una valanga di gol la pratica Paganese. Ai biancorossi è bastato un tempo solo (il primo), per fare capire agli avversari che non c’era storia. Buzzegoli ha aperto le marcature con un sinistro potente, Sciannammè in mischia ha pareggiato dando momentanee speranze di rimonta ai campani. A dieci minuti dal riposo Tripoli raddoppia per i padroni di casa, Castaldo evita in scivolata il tris di Momentè e il 3-1 lo firma Ebagua con un potente colpo di testa. Tripoli si procura un calcio di rigore e Momentè dal dischetto fa poker, a pochi secondi dal riposo Ebagua dal limite scarica il destro del 5-1. La traversa evita al nigeriano la tripletta personale al 9’ del secondo tempo e Ibekwe chiude il tabellino dei marcatori con una bordata da fuori che permette alla Paganese di trovare il secondo gol. Varese roccaforte inespugnabile: in questo avvio di stagione sul proprio terreno i biancorossi viaggiano a punteggio pieno. Per cancellare la delusione dell’immeritata sconfitta di Benevento il Varese è sceso in campo con l’atteggiamento giusto. Ovvero quello di una squadra che vuole imporre il proprio gioco, senza pensare all’avversario che si trova di fronte. Niente voli di fantasia in casa biancorossa e soprattutto piedi ben piantati per terra. Sannino sposta l’attenzione non sulla vittoria sonante ma sui due gol subiti e sul vantaggio ancora una volta sprecato per una palla inattiva male gestita. POLLICE SU: l’intero reparto d’attacco del Varese. Buzzegoli si è confermato impietoso cecchino dalla distanza, Tripoli veloce spina nel fianco della difesa avversaria, Momentè si è finalmente sbloccato (anche se dal dischetto) ed Ebagua ha messo a segno una personale doppietta che lo proietta in testa alla classifica dei migliori realizzatori del girone con Le Noci del Pergocrema. POLLICE GIU: l’intero reparto difensivo del Varese. Due reti evitabilissime (soprattutto quella che ha permesso alla Paganese di pareggiare) hanno fatto arrabbiare mister Sannino. Certe sbavature possono costare davvero caro, soprattutto in futuro. Discorso rivolto anche ai giovanotti del centrocampo, spesso troppo interessati ad offendere e per questo poco presenti in fase di copertura. Camisa (che ha dovuto imbottirsi di antibiotici per poter giocare) e compagni passano dalla coda alla testa della classifica e dopo la vittoria sulla Paganese ecco la partita di Novara in casa della capolista, che “ci dirà chi siamo davvero”, ha commentato il tecnico di Ottaviano. I piemontesi a Busto hanno vinto con il minimo scarto (aprendo una piccola crisi in casa Pro Patria), hanno lasciato nello spogliatoio il gioco spumeggiante con cui hanno raggiunto la vetta della classifica e hanno indossato i panni della squadra operaia, che sa soffrire per guadagnare ogni punto. Anche se ogni tanto i meccanismi della squadra di Tesser si inceppano, regalando agli avversari ghiotte occasioni. Nel Novara giocano gli ex Gheller e Bertani. Nel primo in particolare batte un “vero cuore biancorosso”. Con il Varese di Belluzzo è stato uno dei protagonisti della rinascita del calcio cittadino, vincendo campionato Dilettanti e Coppa Italia di serie D e C. Il buon Mavillo ha conquistato agli ordini di Roselli la promozione in C1 nel 1998 e i playoff persi a Cittadella con la guida di mister Beretta.
Benevento-Varese 1-0
Tutta questione di testa. Come quella che ha perso Carrozza quando ha reagito ad un fallo di La Camera e si è fatto espellere, come l’inzuccata di Castaldo che a pochi secondi dal riposo ha spedito alle spalle di Moreau un pallone da tre punti. Il Varese torna da Benevento con le tasche vuote e si ritrova assalito da quei dubbi sulla propria solidità che sembravano cancellati dalla squillante vittoria ottenuto contro il Lumezzane. “Sono certo che l’arbitro non ha visto ciò che è accaduto, altrimenti avrebbe deciso diversamente – ha detto l’attaccante biancorosso nel commentare la sua espulsione – mi spiace avere danneggiato la squadra mentre stavamo giocando una buona gara”. Era buona la pressione dei biancorossi, capaci di occupare ogni zona del campo senza dare all’avversario il tempo di pensare. “Peccato perché prima dell’espulsione ho visto un buon Varese, che con Carrozza ha sprecato l’opportunità di aprire le marcature – ha commentato amareggiato mister Sannino, poco contento dei complimenti quando la classifica non si muove – il bel gioco non serve più se poi non arrivano i punti. Non dobbiamo più ripetere certi errori, quando siamo provocati in campo dobbiamo cercare di restare calmi”. Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e cominciare nuovamente a lavorare. Sodo. Quello che Sannino vuole dare alla squadra è la continuità. Per mettere più fieno in cascina (punti preziosi per tenere distante la zona a rischio) e per programmare con tranquillità il futuro. C’è bisogno di tutti. Anche di Stefano Del Sante, uno dei trascinatori del passato campionato e oggi ancora a caccia del gol perduto. Alle sue reti si affidano le speranze di rimonta, esattamente come lo scorso anno ci si poggiò per salire in Prima Divisione. A Benevento è partito dalla panchina. Negato un rigore ad Ebagua, il Varese è incappato nella seconda sconfitta esterna, “decisamente diversa da quella di Crema dove pure siamo rimasti in dieci per l’espulsione di Radi – ha voluto sottolineare il difensore Camisa – due settimane fa non eravamo proprio scesi in campo, mentre in Campania abbiamo messo in difficoltà una delle favorite nella corsa alla B”. Accantonata la sconfitta di Benevento, a Varese arriva la Paganese, reduce da tre pareggi consecutivi, l’ultimo dei quali ottenuto senza reti contro la Pro Patria. Il tecnico campano Pensabene è ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato e spera di trovarla proprio a Varese. I campani cercheranno di impensierire Moreau puntando tutto sulla velocità e il contropiede. Saltare l’uomo e puntare la porta avversaria sembra debba essere la loro arma migliore per espugnare Masnago. Bernardini e compagni sono avvisati. L’ultima volta che la Paganese ha giocato a Varese è stata nell’estate del 2006, quando allenata da Giacomarro eliminò i ragazzi di Mangia dalla corsa verso lo Scudetto di serie D (che andò a vincere superando in finale il Fortis Spoleto). POLLICE SU – Andiamo contro corrente rispetto alla scorsa settimana e stavolta mettiamo il pubblico fra le poche cose positive della gara di domenica scorsa. Erano una ventina i tifosi del Varese che hanno accompagnato i biancorossi nella lunga trasferta in Campania. Gli irriducibili di sempre, quelli che Turate è come Benevento, basta che su quel campo giochi il Varese. POLLICE GIU – Carrozza e con questo non vogliamo colpevolizzare il giocatore che è stato espulso. Ma gran parte della squadra, che spesso perde la testa proprio quando invece dovrebbe restare lucida. E’ successo a Crema (con l’allontanamento di Radi) e si è ripetuto a Benevento. La Prima Divisione è anche questo: resistere alle provocazioni degli avversari.
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